Magliette in dialetto veneto
Le nostre t-shirt con le frasi celebri e scanzonate in veneto
Le scimmie de Veneton
Come propriamente si addice ad una specie che solo di recente, e neanche in tutti gli esemplari, ha perso la coda (e non parlo per pudore dei peli), domenica cinque prodi ex-zovini venetoni, si sono confrontati (e non cevto senza un incvedibile successo, mi uvge di aggiungeve!) con alberi, liane e corde in quel di san zeno di montagna, dove ha sede lo strepitoso parco www.jungleadventure.it.
aperta parentesi.
il preludio all’immane fatica ed eroica avventura è stato un veloce e frugale pasto a base di hummus (http://it.wikipedia.org/wiki/Hummus), per chi ignorasse tanta goduria trattasi di una crema a base di ceci lessi che impazza in tutto il medio oriente da illo tempore; la cuoca però ha probabilmente sbagliato qualcosa nella preparazione perché, in sintesi, era “bonòn” ma dopo breve si è reso foriero di venti e tempeste intestinali di portata inaudita, che hanno creato non poco imbarazzo nelle scimmie femmine e una guerra scatenata e roboante in due dei tre oranghi maschi, escludendo invece il terzo che, a causa della mancanza di propellente interno, si è ritrovato spesso ultimo della fila immerso tra gli alberi, le liane, e uno spussòn de scorèse da morire.
chiusa parentesi.
ed eccoci al parco: ragazzi, ‘nghè ‘nghè! xè na figada!
ti imbragano con una sorta di cintura di castità munita di “double lunge” dotata di moschettoni in acciaio e carrucola, essa pure in acciaio (apro veloce parentesi per sottolineare che la castità potrebbe divenire imperitura in caso di maldestro rilascio della carrucola … che si schianterebbe sui maroni, frantumandoli) e poi ti spediscono, novello tarzan? novella jane? no, novella cìta! Su per gli alberi a completare il percorso sospeso tra gli alberi.
ci sono tre percorsi: verde, blu e rosso. il verde è obbligatorio per tutti, e rappresenta il training. Superato quello, ci si mette circa una mezz’oretta, si passa al blu (il nostro, un’oretta scarsa) o al rosso (no savèmo, no lo gavèmo fato).

è molto bello (tranne che per gli acrofobi gravi) ritrovarsi sospesi, ma in sicurezza, tra gli alberi, con altezze che variano dai 6 ai 13 metri dal suolo,
immersi in un bosco tranquillo in cui gli unici suoni sono quelli della natura (degli imprechi e per non dire delle scorèse) tra amici che, in caso di difficoltà, fanno il tifo per te e ti incoraggiano in un passaggio particolarmente ostico, tipo:”dài mona…mòvete che te paghi el sprìss per tuti, incargà che no ti sì altro!”
medaglia..medaglia..medaglia!!!!
ridi..ridi…sambèo, che te vojo vedere dopo, poco prima de cagàrte dosso!!!
varda vànti macàco, che te ghè na pianta!!!!!
Ciò…la xè sta dura, ma dopo du giri de sprìss, se ghèmo ciapà dala giornata de sballo adrenalitico, ma…tornerèmo…el malèfico percorso rosso ne spèta…
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